domenica

Drag the waters


E' tornato il Maestro Raimi. Già questo dovrebbe bastare per farvi sobbalzare dalla sedia e farvi precipitare immediatamente in Sala. Oppure esiste sempre il download illegale che da sempre grandi soddisfazioni (visto che il Premier si fa le minorenni e a me una legge lo vieta espressamente). Un film derivativo e, mio malgrado, senza la presenza di un caratterista come Bruce Campbell che ha reso grande al trilogia de La Casa. Peccato. Comunque pure la biondina recita bene, solo che, negli horror come nella musica rock è meglio che ci sia un frontman maschio a metterci la faccia (e le tipe dovrebbero invece stare accanto al loro partner e stringersi al braccio nelle scene/canzoni più frenetiche).
Ad ogni modo di questi tempi una pellicola del genere è cosa rara . Perchè le case distributrici ci hanno abituati ad horror concettuali o estremamente violenti, senza messaggi di fondo o spunti autoironici come invece accadeva negli anni 80.
Ripensandoci, non si può che rimanere compiaciuti davanti ai riferimenti più o meno celebri, a inserimenti dal sapore estremamente grottesco in cui sangue e liquidi gastrici scorrono spesso fluenti.
E questo dovrebbe bastarvi.
Tra l'altro chi non ha mai sognato di prendere a calci in bocca una vecchia megera schifosa che ti vuole attaccare impunemente il malocchio? Purtroppo credo che morirò con questo desiderio. e Vabbè.
Di seguito la trama nichilista
Christine è un'impiegata "rampante" all'ufficio prestiti di un grande istituto di credito che per ottenere una promozione a scapito di un collega vuole mostrare al suo capo quanto "dura" e inflessibile possa essere. Pertanto nega una terza proroga di rimborso prestito richiesta da un'anziana gitana che per vendetta getta su Christine una terribile maledizione.
Da quel giorno la vita di Christine diventa un inferno. Disperata chiede ad un veggente di aiutarla a liberarsi del demone che si è impadronito della sua anima ma ogni tentativo risulta vano.
Infine Christine si convince che l'unico modo che ha per salvarsi è quello di trasferire la sua maledizione su di un'altra persona, ma l'impresa è condannata al fallimento e, in ultimo, alla ragazza toccherà pagare il prezzo finale per la sua ambizione e il suo cinismo.
Ah il finale lascia presagire un continue. Bene, bene. Ho proprio voglia di strafogarmi di gore e pop corn.

Ed ora un pezzo ideale per prendere a cazzotti in faccia una vecchia.
Play

una storia vera.


Era il 1985 quando Vasco Rossi cantava “ogni volta che viene giorno” e un giornalista di ventisei anni moriva assassinato per “ogni volta che era stato coerente".
La sera del 23 settembre, sotto casa sua, viene ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, reo di aver messo a fuoco i conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 già il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche  la redazione di Metropolis, aveva dedicato un film a Giancarlo, “E io ti seguo”. Film che vidi al Boldini e di cui ho già parlato a suo tempo, forse nella sezione del blobgs che ho opportunamente dato alle fiamme, qualche tempo fa.
Eccellente prova d’attore per Libero de Rienzo, attore da top ten nichilista, che si immedesima anche fisicamente in Giancarlo Siani, intrecciando vibrante umanità e giovanile ingenuità.
Siani ha 26 anni, è appassionato del mestiere di giornalista e, con l’entusiasmo della giovinezza e la forza dell’indignazione, denuncia sul quotidiano Il Mattino gli scempi della camorra e dei suoi protettori politici. La Campania beneficia di un fiume di denaro pubblico stanziato dopo il terremoto dei primi anni Ottanta, e questo scatena gli appetiti della criminalità organizzata. Collaborando con la parte sana delle istituzioni (inquirenti, docenti universitari come Amato Lamberti), il praticante cronista pesta i piedi a molta gente: nella guerra per bande in atto a Torre Annunziata, non può durare a lungo…
L'altra sera su coming soon ho visto uno speciale in cui lo stesso Libero parlava del ritrovamento e dell'utilizzo della stessa Citroën Mehari, automobile a bordo della quale Siani fu ucciso e che all’epoca del delitto venne sequestrata come da protocollo dall’autorità giudiziaria per poi finire, dopo una trafila rocambolesca, in una comunità di recupero per tossicodipendenti, per le riprese del film.

Io che di certo posso definirmi uno scrittore scomodo, consapevole che certa gentaglia è meglio neanche tirarla in ballo evito di coinvolgere quella classe politica allo sbaraglio che mira soltanto alla propria autoconservazione e mascherati da Paladini della Democrazia (di quella purtroppo tanto cara al Premier), finge di dimostrarsi aperta al dialogo, tollerante e al servizio dei ggiovani.
Che se c'è un problema semplifica e se tenti di fargli capire che la Realtà è composta da molteplici sfaccettature, ti fucila.

A tal proposito ho appena firmato l'appello on line per la libertà di stampa, così per non saper nè leggere nè scrivere.

Prima che in Italia ti ritirino la patente pure se scrivi pensierini in totale autonomia (di fare o non fare quello che ti dicono).

ed io odio il carcere.


Nell’asfittico panorama italiano Davide Ferrario realizza un film, forse l'ennesimo, che è bene tenere in considerazione. Un film ‘nel' carcere e non ‘sul' carcere come egli stesso ama sottolineare. Un film che in realtà è pure un mezzo musical anche se del tutto atipico (la colonna sonora viene affidata a molteplici pezzi strumentali dei Marlene – un tuffo al cuore percepire l'incipit cadenzato di "rotule come freesbe").
Partendo dai suoi trascorsi da documentarista, sto giro ha provato ad elevarsi fino a raggiungere una dimensione più prettamente sperimentale rispetto ai lavori precedenti.
La realtà carceraria è in realtà solo lo sfondo per "Tutta colpa di Giuda", ma è frutto dell’esperienza che Davide Ferrario ha maturato lungo quasi dieci anni di lavoro in carcere. In realtà Ferrario aveva tenuto dei corsi di formazione professionale sul montaggio video, che nel tempo si è trasformato in un laboratorio di audiovisivi e ha portato il regista a conoscere prima la realtà di San Vittore e poi il carcere Le Vallette di Torino. Dove Tutta colpa di Giuda è ambientato.
Ho apprezzato in particolar modo che, da ateo convinto, il regista non rinuncia ad interrogarsi sul senso profondo della religione e sulle risposte che in essa gran parte dell'umanità cerca da sempre.
Io stesso, ancora non riesco a capacitarmi, dell'inutilità delle religioni per chi non affida la sua vita a questo, ma da anticlericale MAI sarei riuscito a parlarne con tale pudore.
Tuttavia chi mi conosce sa quanto detesti a questo ancor più i musical, ad esempio, o l'hip rock con testi in milanese.
Di peggio c'è solo la vita di provincia, che sarà pure più vera di quella a cui in realtà ambisco io, ma resta sempre e comunque perennemente in bilico sul baratro della noia e della disperazione.
A salvarmi dall'ennesimo sabato sera del tutto inconcludente (è inutile spostarsi da un bar all'altro se è frequentato sempre dagli stessi coglioni) è stato questo film, che se paragonato ai dj set house a cui ho assistito prima di rinchiudermi in casa, ha rappresentato una vera e propria ventata d’aria fresca, pur non essendo anch'esso privo di difetti.
Irena Mirkovic è una giovane regista teatrale da sempre attenta alla sperimentazione e in fase di distacco sentimentale dal suo compagno attore Cristiano. Decide di accettare la proposta dal cappellano di un carcere, don Iridio: mettere in scena con i detenuti un musical sulla passione di Cristo. Il direttore del penitenziario è favorevole, molto meno lo è la rigida, ma in fondo molto pragmatica, suor Bonaria. I carcerati accettano di partecipare al progetto ma quando giunge il momento di assegnare le parti nessuno intende interpretare Giuda. Per il semplice motivo che l'apostolo è il traditore, cioè l'”infame” per eccellenza. Come risolvere il problema? Irena sente nascere dentro di sé una domanda: si può pensare a Cristo senza Giuda? Forse sì.

Per il resto continuo ad abbandonare i diggei al loro triste destino auspicando pene severissime per quei vocalist minorenni che oltre a sparare cazzate al microfono (mi auguro a causa dei troppi drink) si vestono pure veramente di merda.

sabato

Ombra rossa non avrai il mio scalpo.


Il film si apre con l'arrivo di un dispaccio alla locale unità dell'esercito: gli Apache, comandati da Geronimo sono sul piede di guerra. L'interruzione delle comunicazioni via telegrafo impedisce di avere maggiori informazioni sulla minaccia indiana, ignara della reale entità del pericolo, da Tonto parte dunque una diligenza per Lordsburg con un equipaggio piuttosto eterogeneo al quale si unirà poi Ringo, evaso alla ricerca di vendetta.
No, niente a che vedere con il classico dei classici film western, anche se la trama potrebbe benissimo appartenere ai giorni nostri.
In un contesto in cui la Nuova Destra ripesca a piene mani dal suo stesso passato, spacciando per Libertà proibizionismo e xenofobia, rivangando ideali morti e sepolti (dio, patria, famiglia), si assiste impotenti al tentativo di contrapporre a questi, altri stereotipi imposti e retoricamente irreali, di chiara matrice democristiana (ricordiamoci che un tempo, neanche tanto tempo fa, un Franceschini rappresentava il nemico).
Poi mi si chiede perchè di fronte ad una scelta del genere uno preferisca la fuga (chi la mena con la scusa che "è morta della gente per il diritto di voto" non si rende conto che quelli lottavano per Liberare una Nazione dallo Spettro Nazifascista, non dovevano scegliere tra 2 facce di merda dell'identica medaglia).
Ad ogni modo, la suddetta pellicola, evoca delle 'ombre' in cui si sono trasformati coloro che un tempo erano parte viva della sinistra e racconta in particolar modo di un intellettuale di fama mondiale che viene invitato nel centro sociale “Cambiare il mondo”, creato nei locali fatiscenti di un vecchio cinema romano. L’uomo resta profondamente colpito dal fermento e dalla vita che anima questo luogo. Da un’intervista rilasciata alla “Tv di strada” nasce casualmente un’idea rivoluzionaria: da questi luoghi giovanili così vitali possono svilupparsi delle realtà socialmente e culturalmente innovative. L’idea raccoglie l’entusiasmo generale e diventa un progetto destinato a creare grande clamore mediatico. Si apre un caso internazionale. Ma quel fermento vitale che tanto aveva colpito l’intellettuale viene ben presto stravolto, fatto oggetto di diatribe e scontri tra le diverse anime della sinistra. Fino allo smarrimento.

Nel finale strappalacrime, che dona nuova linfa vitale allo spettatore,si proietta un ingenuo futuro, in cui i nostri eroi rioccupano un nuovo stabile, in cui i gggiovani potranno nuovamente sperare in un futuro migliore, perchè un altro mondo è possibile, "Porqué todos necesitamos y exigimos libertad, democracia y justicia", per dirla con parole da Subcomandante.

Stronzate. Guardandosi attorno ci si rende conto che non è vero un cazzo. Se non sei figlio di Qualcuno, sai che il lavoro precario ucciderà la tua bella giovinezza, pertanto è chiaro che i centri sociali non hanno più ragione di esistere visto che tutti ricercano la propria identità tra rave e metanfetamine.
Speriamo che arrivi davvero la Crisi tanto vociferata, che si scenda una volta per tutte in strada e che solo allora si creino nuovi centri di aggregazione.
Intanto, per i nostalgici come me, si sono pure riuniti i 99 posse. Che non saranno mai sto gran che ma che ascoltarli fa sempre bene al cuor.

martedì

Oh, here I come again, oh. Sweating bullets

"Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
Si spinse avanti a gomitate per prendere la sua vodka liscia".
Charles Bukowski
Con questa massima riapro i battenti.
Soffio via un pò di polvere e riabbraccio i vecchi amici (questo giro lo pago io).
Così all'improvviso mi è tornata la voglia di scrivere e ammazzare un po' il tempo visionando nuove pellicole (poche in realtà dato che per qualche mese mi sono sparato tutta la Saga di Lost – ovvero 5 cazzo di serie) sempre sollazzandomi con le migliori band del Pianeta.
L'altra sera ho rivisto per la quinta volta the wrestler (rivivendo tra l'altro involontariamente l'esperienza di Travis che, al primo appuntamento, porta la tipa a vedere un porno film eheheheh).
Così mi sono ricordato che l'ultimo post redatto, verteva proprio su quella pellicola e...di lì a poco sarebbe nuovamente scoccata la scintilla della scrittura.
chissà che fine hanno fatto tutti?! Gli altri blog saranno sopravvissutti a facebook?
O si saranno ridotti come Randy “The Ram”?
A proposito di Mikey Rourke, come cazzo ha fatto a passare inosservata questa pellicola?

Semplice: Il film doveva inizialmente essere immesso nei circuiti di distribuzione il 17 marzo 2006. In seguito la data fu posticipata al 20 ottobre 2006. In un secondo tempo la data slittò al 7 novembre 2008 ma a settembre fu deciso di farlo uscire nelle sale il 23 gennaio 2009 con distribuzione assai limitata, per poi puntare all'edizione in dvd.
Di seguito la trama nichilista e relativo trailer per capire grossomodo di cosa si tratta:
Carmen e Wayne Colson, una coppia separata, sono testimoni di un violento tentativo di estorsione ai danni del proprietario dell'agenzia immobiliare per cui lavora la donna. Wayne Colson, che casualmente assiste al fatto, sventa l'estorsione malmenando i due criminali: il killer professionista Armand Degas, detto Falco Nero nell'adattamento italiano (anche se il romanzo di Leonard lo definisce Blackbird, ovvero merlo) e il giovane psicopatico Richie Nix. Dopo aver denunciato il fatto alla polizia, la coppia viene inserita in un programma federale di protezione. Ma gli ex coniugi Colson non sono affatto al sicuro, perché gli autori della fallita estorsione decidono di mettersi sulle loro tracce per vendicarsi.

Poi sempre per non saper né leggere né scrivere, mi sono sparato questo CULT movie entrato di diritto nella top ten nichilista. Film da panico ingiustamente eclissato da Easy Rider. Ma tant'è. A bordo di una Dodge Challenger R/T bianca del 1970 con un motore 440/375 HP, sarebbe sì da mandare a fare in culo tutti i controlli, gli etilometri ed il ritiro della patente ai ciclisti.
Speriamo che un giorno qualcuno ci guidi nuovamente sulla retta via.
Magari un saggio DJ, che di nome fa Super Soul e che per tutto il tempo del film spara pezzi rock a bombardone.
Non c'è bisogno della trama, basta guardare il video.

Dulcis in fundo, ho rivisto i motorhead dal vivo. Esperienza che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Siete ancora in tempo - a giudicare da come si conservano. Tanto per dire, questo è il loro ultimo singolo, proposto dal vivo.
Sprigionano ancora più energia di qualsiasi vostro gruppetto frocio attualmente in circolazione. Ed hanno il triplo dei loro anni. Puah, mezzeseghe!

Play
Hear the music coming, loud as you can stand
You'll never be the same again
Let the beat into you, let it turn you 'round
Let it be your best friend

You are the future, it's your time
You and you and you
Stay together, this is yours and mine
What we're gonna do

Rock out, rock out, rock out
Let it crush your fear
Rock out, rock out, rock out
And you can get it here

Here comes the base, thunder in the guts
Rock 'til you can't stand
Now the guitar speaks, gonna drive you nuts
Power under your hand

You are the people, now you shine
You and you and you
Stay together, let me speak the line
What you gonna do?

Rock out, rock out, rock out
Let it crush your fear
Rock out, rock out, rock out
You can get it here

Rock out, rock out, with your cock out
Impress your lady friends
Rock out, rock out, rock out
'Til your life is at an end

giovedì

wasted years


Tarantino mi ha consigliato queste due pellicole che gli sono piaciute un totale, mi ha detto.
Gli ho risposto che quest’anno, per il cinema nichilista, sembra essere un periodo d’oro, e come da copione, mi ci sono fiondato pure lunedì sera.
Poi lo sbattimento di recensire ciò che più mi interessa, traslandolo a ciò che mi circonda e arricchendolo con della musica ganza, talvolta richiede uno sforzo tale, che sostanzialmente ne scrivo soltanto quando mi gira il cazzo.
Detto ciò parliamo di cinema: allora Frozen River, un filmettino piccolo piccolo che scorre via come la neve al sole.
Quello che si nota principalmente sono certi paesaggi che richiamano i fratelli Coen e quella cazzo di telecamera a mano con cui fanno tutti i film ultimamente.
Ma dopo pochi istanti, ciò che più colpisce è che alla fine non ci si fa neanche più caso e solo allora ci si accorge che si è pure guadagnato un Premio dalla giuria del Sundance Festival ->(frase sentimentale scontata ma proprio per questo più vera di tutte le cazzate che sento dire in giro) -> “perché quando in due persone così distanti per cultura e origini, nasce un rapporto di solidarietà così intenso, ogni premio è dovuto”.
Se anche chi legge capisse questo, nient’altro avrebbe senso nella vita (né Stato, né Chiesa, né Padania). Figurarsi le classificazioni in musica.
Datemi una birra, in cambio, ecco la trama nichilista:
“La protagonista Ray Eddy, due figli a carico, è stata abbandonata dal marito che ha sperperato al gioco tutti i soldi con i quali la donna pensava di potersi comprare una casetta prefabbricata. Per sbarcare il lunario, la donna aiuta i lavoratori clandestini, cinesi e pachistani, a entrare illegalmente dal Canada negli Stati Uniti, attraverso il fiume congelato St. Lawrence. Al suo fianco Lila Littlewolf, una giovane nativa Mohawk, la quale, da quando le è stato sottratto il figlio, si è chiusa in un disperato e silenzioso dolore. Nel deserto bianco di una distesa di ghiaccio arida e incolore, le due donne, vincendo un'iniziale ovvia diffidenza, finiranno per unire i loro destini, vedranno crescere la loro tacita intesa, e l'illusione di poter dare un futuro migliore ai loro figli”.


Ed ora Riff di Sweet child o’mine a mille, boato fragoroso, folla festante (uàààààààààhhhhhhhhh), esplosione di luci ed entrata trionfale di Randyyyyyyyy…The Ram"…Robinsonnnnnnnnnnnnnnnn.

Per chi come me non si discosta un attimo dalle Glorie che lo hanno accompagnato fino ad ora (parlo dei vari mostri sacri che accompagnerò fino al ritiro dalle scene ma che ora non ne ho per il cazzo di elencare), un film che mi ha lasciato di gesso come quando vidi per la prima volta “il Cacciatore” o come quando per una caduta fortuita con lo snowboard, qualche mese fa, mi ruppi il polso destro. ehehehe.
Cazzo che male che fa veder invecchiare Mickey e percepire che nel film, come nella vita è un uomo in fondo (ma pur sempre splendido). Esattamente come auspico di mantenermi.
"Alla fine degli anni '80 il wrestler professionista Randy "The Ram" Robinson era al culmine della carriera. Oggi tira avanti esibendosi per i fan del wrestling nelle palestre dei licei e nelle comunità del New Jersy. Allontanatosi dalla figlia, incapace di sostenere un vero rapporto, Randy vive per il brivido dello show, per l'adrenalina del combattimento e per l'adorazione dei pochi fan che gli sono rimasti".
E questo è quanto.

Un film che ho l’impressione di aver assistito ad un grande evento. Un film che dichiarerò a mio figlio di aver visto al cinema quando uscì. Un film che non mi fa rimpiangere la mancanza, quest’anno del jammin festival (veneti ad merda). Come sempre siamo una nazione vergognosa, senza il blasco persino un evento decennale, stramazza inesorabilmente.
C’è crisi dicono, poi mi telefona un tizio che vuole 130 € per un biglietto degli AC/DC. Maledetti bagarini, verrete polverizzati da una fiammata di Rock psichedelico e mentre vi allontanerete con la chitarra di Angus Young infilata in culo, un vostro collega napoletano vi sottrarrà le banconote di mano. E pensare che persino a Budapest o in Slovenia organizzano dei festival coi controcazzi senza rincarare minimamente la dose da un anno all’altro. Ad ogni modo, continuate a votare Antonio e soccombete allegramente.
A proposito di algerini, colgo l’occasione per precisare che non parteciperò a nessuna festa del cazzo in cui mi si chiedono 3 € via sms, alle 7:30 di mattina.
che poi per cosa? per bere della merdosissima birra del discount calda come il piscio e parlare sempre delle stesse cose con la stessa identica gente.
wow. ne sono onorato.
Essere svegliati quindici minuti prima del previsto per una cazzata simile, oltre a farmi incazzare abbestia, mi rende profondamente instabile nei vostri confronti.

Pertanto, essendo così fortunato da vivere a Ferrara, che suonano gratis gruppi altrettanto merdosi ma la birra, almeno, te la servono fresca, declino l’invito.

Ok altra trama nichilista ed un pezzo del Boss, scritto appositamente per tutti gli outsider fedeli sostenitori di Rourke, like me:

Hai mai visto uno stupido pony in un campo così felice e libero?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Hai mai visto un cane con una zampa sola che cammina per strada?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a quando è arrivato
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?
Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno?
Se hai mai visto quello spaventapasseri allora hai visto me
Hai mai visto un uomo con un braccio solo prendere a pugni l’aria?
Se hai mai visto quest’uomo con un braccio solo allora hai visto me
Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre con qualcosa in meno
rispetto a prima
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere quando il sangue
bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?
Mi allontano dalle cose che mi hanno procurato conforto
Non posso rimanere nel luogo che considero la mia casa
La mia unica fede risiede nelle ossa rotte e nei lividi che mostro
Hai mai visto un uomo con una gamba sola che prova a danzare per trovare la
sua libertà?
Se hai visto quel uomo con una gamba sola allora hai visto me
che poi non è così distante da quest'altro capolavoro:

domenica

nessuno fece nulla.


Ecco uno di quei film che andrebbero trasmessi in ogni scuola elementare con metodo ludovico (tanto per rendere onore al Maestro assoluto, dieci anni dopo la sua dipartita).

Da una storia vera, un film pedagogico sull'ombra del totalitarismo nella società contemporanea. Niente da dire, la Dittatura non perde mai quel fascino retrò, e ieri come oggi riscuote sempre più consensi.
In un Sistema del genere, proprio come in guerra, nessuno è considerato un folle, o almeno, ciò non si può asserire nei confronti di nessuno.
Perchè si tratta di una follia dilagante.
Molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si comportano molto bene, come combattenti coraggiosi.
E sono convinti delle idee dei loro capi.
Proprio come avviene in una regime totalitario.
"Rainer Wenger, insegnante di educazione fisica con un passato da anarchico rockettaro, per spiegare ai suoi studenti liceali il concetto di autocrazia li coinvolge in un esperimento di “regime dittatoriale” fra i banchi di scuola. Per una settimana dovranno rispondere al rigido sistema disciplinare di “Herr Wenger”, conformarsi ad un codice di abbigliamento e lavorare assieme in un'ottica di organismo gerarchico, isolando o reprimendo eventuali dissidenti. In pochissimo tempo, i ragazzi scoprono uno spirito di cameratismo vincente, dominano le proprie insicurezze e paure attorno alla figura del carismatico “cattivo maestro” e si sentono legittimati ad animare atti di violenza e vandalismo, in un'operazione che arriva presto a fuoriuscire dalle mura dell'edificio scolastico".

Da vedere. Ma ancora più spassoso è leggere le opinioni di fanta-politica nostrana su facebook. Per chi come me adora i raggiri, gli spropositi e le opinioni grossolane, politicanti improvvisati si contendono il Palcoscenico mediatico. Tutto questo per avvicinare i gggiovani alla Politica. AHAHAHAHA.
spero soltanto che i più dotati, se ne allontanino immediatamente.
La verità è che del territorio in cui sono cresciuto non me ne è mai fregato un cazzo (è figo perchè ricorda le Paludi della Louisiana, tutto qua), delle piazze rifatte ancor meno, figurarsi delle Amministrazioni locali.
Parlerei piuttosto di quel valoroso terzino nerazzurro. Il solo che ce l'ha fatta e che verrà ricordato per questo.
tutti gli altri saranno soltanto spazzati via dall'onda.
Loro e le loro promesse di cambiamento (che in realtà servono solo a dar lustro a se stessi). Chi ci crede comunque, quando muore, va in Paradiso. ehehehe
A me invece basta campare con la pancia piena.


Era un anno fertile per il grano, come mai in passato: era tutto in abbondanza.
Era un anno fertile per il grano, come mai in passato: era tutto in abbondanza.
Quelli che erano malati cronici e desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l'anima a dio... l'anima a dio... l'anima a dio.

Nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso,
la pioggia portava con sé la polvere dei deserti d'oltremare.
I vecchi dissero: ci sarà la guerra...
i vecchi dissero: ci sarà la guerra.
Nessuno prestò credito alle loro parole e nessuno fece nulla...
NESSUNO FECE NULLA!